Trentino, l’estremo lembo d’Italia tutto da bere

È proprio il Trentino Alto Adige la regione che occupa l’estremo lembo d’Italia a forma di foglia con il corso dell’Adige e dei suoi affluenti che ne costituiscono le nervature. È in questa terra dalla splendida natura che si instaura l’itinerario autunnale con il connubio di degustazione di vini e visite ai borghi caratteristici e alle città storiche, alle architetture religiose, civili, e militari.

Per questo viaggio molto particolare e sui generis si invitano gli amanti del vino ossia gli amanti dell’ottima degustazione e per coloro che amano l’arte in tutte le sue forme anche perché il mese di ottobre riesce ancora a fornire belle giornate soleggiate che danno la possibilità di trascorrere i fine settimana fuori porta.

L’itinerario del mese di ottobre in Trentino toccherà i territori dei vini trentini dal Marzemino al Trento Doc al Teroldego Rotaliano che sono i più conosciuti tralasciando il Thurgau, il Nosiola e il Vino Santo che ugualmente buoni sono meno conosciuti.

Ma la bellezza di queste manifestazioni non sta nella degustazione quanto nell’esplorazione dei territori che producono i primi tre vini più conosciuti.

IL VINO TRENTINO NELLA SUA CULLA

Si parte proprio dalla zona della produzione del Marzemino gentile nella Vallagarina un vino rosso poco corposo decantato da Mozart nel suo Don Giovanni mentre la zona di produzione del Trento doc ci porta sulla collina che sovrasta il capoluogo della provincia trentina.

E’ su queste alture che vengono coltivate le vigne di Chardonnay e Pinot Nero che sono le uve perfette per questo vino. Lasciata Trento e le sue zone di produzione vinicola ci si può inoltrare nella Piana Rotaliana, zona di produzione di un altro celebre vino trentino: il Terolego Rotaliano.

 Tutte queste varietà di vini costituiscono il fiore all’occhiello di questa regione che inizialmente era una delle più povere d’Italia in quanto il suo clima rigido, il suolo ingrato e montuoso la scarsità di risorse minerarie non agevolavano certamente il prosperare dell’economia.

Poi un’intelligente valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti locali tra cui le meravigliose uve, l’ottima attrezzatura alberghiera e l’imponente rete di comunicazione  concorrono a rendere gradevole ai turisti il soggiorno in questa meravigliosa regione.

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